Oggi siamo in piena campagna elettorale e ogni situazione è ideale per porre veti, per sparlare, per promettere e per dirsi migliori degli altri. Invito chi non conoscesse l'opera in oggetto, scritta da S. Beckett, a vederla o leggerla. Molti di noi si rivedrebbero, o di rivedono, nei panni di Pozzo o Luky (un padrone e un servo), o di Didi e Gogo (due barboni che litigano per tutto in attesa appunto di Godot). Attenti nell'analisi dell'opera, attenti ad ogni sua indicazione, a cominciare dal nome del personaggio atteso e mai entrato in scena: Godot, appunto. "God" in inglese vuol dire "Dio", "Dot" si traduce con "punto". Ed è tutto un dire, considerando che Beckett era dichiaratamente ateo. Inoltre il suffisso "ot", in francese, rappresenta le piccole dimensioni. Nel dire popolare, "aspettando godot" è diventato sinonimo di una situazione assurda, in cui si aspetta un avvenimento che, pur apparendo imminente, non...
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