Passa ai contenuti principali

Neocolonialismo di cassa

E' già crisi diplomatica tra Italia e Francia, una crisi preannunciata dal caso "cantieri navali" e dall'ammiccamento del vice premier Luigi Di Maio ai gilet gialli, i contestatori di Macron. Christine Madeleine Odette Lagarde a capo del FMI, francese, definisce l'Italia "una minaccia per l'economia mondiale". Mai dichiarazione è stata più sollecita ed inopportuna, ma si sa il nazionalismo...Ma andiamo ai fatti, ciò che ha fatto inalberare Macron sono state le ultime affermazioni di taluni esponenti del nostro governo e non, e dell'opposizione (vedi Giorgia Meloni) a riguardo dello sfruttamento da parte dei francesi nei territorio africani. Ciò che si contesta è l'emissione dei cosiddetti franchi CFA, vera e proprio moneta coloniale circolante in 14 paesi africani, signoraggio in cambio del 50% delle esportazioni di questi paesi. Sfruttamento vero e proprio, permesso dal FMI con partite di giro, prima della Lagarde a capo vi era non a caso un altro francese, Dominique Strauss-Kahn, e della comunità europea. Chiaro che tutto questo aiuti a colmare il debito pubblico francese e che parlarne disturbi monsieur Macron. Certo le diplomazie interverranno per buttare acqua sul fuoco, ma come si suol dire dalle nostre parti "il dado è tratto".


                                                                                                                          LyonRasta

Commenti

Post popolari in questo blog

I giardini di marzo

Far riscoprire al Paese il gusto della partecipazione politica e della manifestazione di un diritto. Il trend porta all'astensionismo, ma nessuno si domanda il perché. Mediamente alle urne non si presenta il 25% degli aventi diritto. Il partito del "non voto" è cresciuto per scelta o per contagio? Apatico politico, anarcoide, o semplicemente svogliato e non coinvolto socialmente? Sono queste le figure più rappresentative. Sarebbe bene esprimere il proprio pensiero, e se non ci si sente rappresentati, votare scheda bianca o nulla, ma comunque votare. Non è il caso che il popolo italico si trasformi in un popolo passivo, non lo è mai stato, nel bene o nel male. Non votando, si alienerebbe la nostra coscienza, sorgerebbero così frustrazioni, paure e crisi dei valori. Si ha bisogno di rassicurazioni, si dovrebbe avere una propensione al miglioramento ed ai cambiamenti. "Il carretto passava e quell'uomo gridava 'gelati'!". LionRasta

"Aspettando Godot"

Oggi siamo in piena campagna elettorale e ogni situazione è ideale per porre veti, per sparlare, per promettere e per dirsi migliori degli altri. Invito chi non conoscesse l'opera in oggetto, scritta da S. Beckett, a vederla o leggerla. Molti di noi si rivedrebbero, o di rivedono, nei panni di Pozzo o Luky (un padrone e un servo), o di Didi e Gogo (due barboni che litigano per tutto in attesa appunto di Godot). Attenti nell'analisi dell'opera, attenti ad ogni sua indicazione, a cominciare dal nome del personaggio atteso e mai entrato in scena: Godot, appunto. "God" in inglese vuol dire "Dio", "Dot" si traduce con "punto". Ed è tutto un dire, considerando che Beckett era dichiaratamente ateo. Inoltre il suffisso "ot", in francese, rappresenta le piccole dimensioni. Nel dire popolare, "aspettando godot" è diventato sinonimo di una situazione assurda, in cui si aspetta un avvenimento che, pur apparendo imminente, non...

Italiani brava gente...

Questo senso di buonismo ci pervade, ci inebria, ci unisce, ogni qualvolta che qualcosa di tragico accade. Ma è poi così vero? Forse che sì, forse che no. Certo il fatto che qualche altro lo debba fare per conto tuo e con i tuoi soldi, non piace quasi a nessuno. Che cosa? La beneficenza. La beneficenza è una cosa spontanea, che nasce dal cuore, e la si fa in modo sincero, senza proporzioni né calcoli. Qui la si vuole imporre con accise e patrimoniali, vero signora Kyenge. Ed addirittura indirizzarla ad organizzazioni per poi redistribuirla. E' vero che la cultura e l'educazione cristiana di cui la maggioranza del nostro popolo è professante, dice che "la mano destra non deve sapere ciò che compie la sinistra", inerentemente all'anonimato del benefattore ed alla cifra o alle cose donate in beneficenza. Ma resta il fatto che voglio essere io a decidere se farlo o meno. E quanto e come farlo. Noi siamo stati un popolo di emigranti, e forse lo siamo ancora. Abbiamo c...