La mamma di Aleksy ha perso una figlia, nonché sorella del protagonista, e da allora nulla è stato più lo stesso. E' sempre stata una madre anafettiva, tant'è che Aleksy è dall'infanzia che comincia a odiarla, a tal punto da desiderare la sua morte. Ma quando fanno un patto, lui e sua madre, di passare l'estate insieme invece che andare in giro a scopare - se avessero passato l'estate assieme Aleksy avrebbe avuto in regalo una macchina - sua madre gli rivelerà che ha un "cancro rabbioso", una brutta bestia che la porterà alla morte proprio in quell'estate. Ma Aleksy aveva appena cominciato a riprendere i rapporti con lei... Infatti la aiuta, la cura, fino all'ultimo. Il libro è scritto in prima persona perché Aleksy, essendo un paziente psichiatrico, accetta il consiglio del suo psichiatra di ricordare, e quindi rivivere, quell'estate in cui sua madre ebbe gli occhi verdi.
Mi ha colpito molto la frase che dice: "Mia madre non poteva cominciare a morire prima?"
Un bellissimo libro che ho letto per un Gruppo di Lettura. Infatti non credo che lo avrei mai letto senza questo motivo. La scrittura è fluida, a volte struggente, ma anche divertente e poetica.

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