Amanda non vedeva l'ora di andar via di casa, studiare, laurearsi. Si trasferisce a Milano per inseguire i suoi sogni e, soprattutto, per allontanarsi da quella casa, quella montagna che ormai le stava stretta. E' passato un po' di tempo quando riesce a prendere l'ultimo treno da Milano prima che chiudessero le città, durante l'inizio del Covid. Ma Amanda non è più la stessa ragazza vivace che era prima. Milano ha restituito alla mamma Lucia una figlia spenta. Passa tutto il giorno a letto, a malapena si alza per andare a mangiare. Lucia crede che sia colpa dello scippo che Amanda ha subìto a Milano. Lei, sua madre, non è stata accanto a sua figlia quando lei ne ha avuto bisogno. Non ha preso il primo treno per Milano, per stare vicina ad Amanda. Così si sente in colpa per questo.
La storia di Amanda è intrecciata con un fatto di cronaca accaduto quando Lucia aveva l'età di sua figlia (un fatto realmente accaduto).
L'età fragile la viviamo sempre. Da genitori, da figli, da nonni. Siamo nel mondo e questo può essere pericoloso. Siamo tutti fragili, costantemente, in ogni momento della nostra vita.
La scrittura di Donatella è fluida, le pagine scorrono senza accorgertene. Bello, il finale l'ho trovato un po' deludente.
BiscottoCapo

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