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Rosso relativo

Continuo nel chiedermi come mai si stia parlando tanto dell'elezione di Enrico Letta a segretario dei Dem, tanto di più di quella di Draghi a Presidente del Consiglio dei Ministri, almeno così mi è parso. Forse una scelta dei media per distoglierci dalla scellerata e penosa situazione che vede coinvolti piano vaccinale e caso Astrazeneca...un po' come sto facendo io. Certo che si tratta dell'elezione del segretario di uno dei massimi partiti in Italia, seppure sconfitto nelle ultime politiche, quelle del 2018, e che i sondaggisti danno ancora in calo. I discorsi del professor Enrico Letta sembrano basarsi più sull'astrattismo che sulla situazione attuale. Dopo aver ricevuto il famoso "stai sereno", aveva deciso di ritirarsi dalla politica andando ad insegnare in Francia. Ed ora ricordo, richiamato a far da segretario al posto del dimissionario Zingaretti. Dopo due giorni di strategico pensarci su, il suo discorso da segretario eletto per acclamazione. Sembra basarsi, il discorso, sulla ricerca affannosa di nuovi elettori, un elettorato da reinventare, visto che quello vero, quello storico si è spostato ancora più a manca o addirittura verso destra. Una sinistra Dem che non parla più di sinistra, che non scende più nelle fabbriche e che non difende più i diritti dei lavoratori, è obsoleta e racchiusa nel "chi sono io". Una sinistra che non dialoga con altre espressioni della sinistra parlamentare è una sinistra egoista e quindi non degna di essere sinistra. Nell'ultima battaglia lavorativa (parliamo di diritto del lavoro) dei dipendenti di Amazon, indovinate chi ne ha preso le difese? La Meloni ed il suo partito, persino Salvini ha avuto parole di commiato in Senato, ed anche il senatore Gasparri si è unito. E il dem? Muti, in silenzio, senza pronunciarsi. Ed ora? Ecco arrivare il professore a farci la lezioncina. A dirci che stiamo vivendo in un Paese da vecchi, come dei vecchi e che bisogna creare un mondo per giovani. Risultato: dare il voto per il Senato ai sedicenni! Che in un mondo migliore siamo tutti uguali e che dovremmo rivedere il nostro modo di pensare annullando la personalità da razza dominante e concedendo lo ius soli ai figli degli immigrati nati in Italia. Questi due nuovi modi di pensare, così come li chiama Letta, non sono altro che l'arrampicarsi sugli specchi di chi non sa che pesce pigliare, di chi vuol portare acqua al proprio mulino deviando il corso di un fiume incurante dei danni che la cosa provoca o potrebbe provocare. Andiamo per gradi, entrambe le questioni riguardano la nostra Costituzione, che come ben si sa, difficilmente accetta della variazioni e che quando queste avvengono la cosa richiede tempo e soprattutto l'approvazione di una gran parte dei due rami parlamentari. I sedicenni, sicuramente, pensano alla musica, allo sport e addirittura allo studio o ad altre cose, come è giusto che sia alla loro beata età, l'età dei primi amore e delle prime passioni. Cosa...cavolo vuoi che importi a degli adolescenti del voto al Senato? Io non ho risposta, ma solo un'ipotesi, Letta non è mai stato sedicenne! Lo ius soli è da sempre stata una delle battaglie della, chiamiamola così anche se non se lo merita, nuova sinistra. Una culla per la crescita in salute di un nuovo elettorato da coltivare, una piantina da amare e da veder crescere. Così come è avvenuto in Francia, dove la sinistra di quel paese ha cercato un reinserimento che non c'è stato, per le nuove generazioni di immigrati ed ha creato le periferie di fuoco, le periferie infernali les banlieue. Luoghi dove specie i ragazzi crescono nel rancore, rancore di non poter fare, avere, sognare come gli "altri" ragazzi. Di essere "uguali" solo a chiacchiere, solo sulla carta e di essere ricordati solo quando c'è da votare, appunto. Questi ragazzi crescono e diventano uomini con rancore, ed un uomo con rancore non può che fare male. Noi in tutta Italia abbiamo già le nostre periferie, create dall'urbanistica, dalla disoccupazione, dall'ignoranza, dal non intervento dello Stato centrale. Lì dove per emergere devi giocoforza dominare sugli altri, dove le capacità del singolo scompaiono e vengono fuori la forza e le brutture dei clan e delle bande, dove il delinquere predomina sulla legalità. Abbiamo già le nostre periferie, non creiamo false aspettative. 


                                                                                                                               Lion rasta

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